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Borsa parto: cosa mettere e quando prepararla

19/09/2026

Borsa parto: cosa mettere e quando prepararla

Preparare la borsa per il parto è uno di quei compiti che ogni gestante affronta con un misto di entusiasmo pratico e sottile ansia organizzativa: la lista di ciò che serve è lunga, le indicazioni che circolano online si contraddicono spesso, e il momento giusto per iniziare non è mai davvero ovvio finché non lo si capisce da sé. Chi ha partorito in un ospedale italiano — pubblico o privato che sia — conosce bene la differenza tra una borsa preparata con criterio e un sacchetto messo insieme all'ultimo momento tra una contrazione e l'altra: non è questione di perfezione, ma di avere sottomano quello che serve quando il corpo richiede tutta l'attenzione e la mente non ha spazio per cercare.

La questione centrale, quando si parla di cosa mettere nelle borse per il parto, non riguarda solo l'elenco degli oggetti, ma anche la logica con cui si costruisce quella borsa: capire chi la userà (la madre, il partner che la porta, il personale che talvolta deve accedervi in fretta), in quale struttura si partorirà e per quanti giorni si prevede di restare. Un parto vaginale senza complicazioni porta spesso a un ricovero di 48-72 ore; un cesareo programmato o d'urgenza può prolungarlo fino a quattro o cinque giorni. La differenza è sostanziale nella scelta di quanti indumenti portare, quanta biancheria, quanti prodotti per il neonato.

Vale la pena ricordare che molte strutture ospedaliere italiane forniscono alcuni articoli di base — pannolini, fascette per il capo del neonato, prodotti per l'igiene — ma le politiche variano enormemente da reparto a reparto e da regione a regione; informarsi preventivamente presso il proprio punto nascita, possibilmente durante il corso preparto o il giro di reparto che molte strutture organizzano, permette di evitare duplicazioni inutili e lacune imbarazzanti.

Quando iniziare a preparare la borsa per il parto

Tra la trentaquattresima e la trentaseiesima settimana di gestazione si colloca il momento tecnicamente più indicato per avere la borsa pronta, tenendo conto che i parti pretermine — pur non essendo la norma — possono verificarsi con un preavviso di poche ore e che anche un travaglio a termine può iniziare prima del previsto, durante la notte, in un momento in cui il partner è fuori casa o la mente è altrove. Preparare la borsa con anticipo non è un gesto scaramantico né un eccesso di apprensione: è semplicemente gestione del rischio, la stessa logica con cui si tiene pieno il serbatoio dell'auto nell'ultimo mese di gravidanza.

Un approccio pratico consiste nel distinguere due fasi: una prima fase, intorno alla trentatreesima settimana, in cui si raccolgono e si verificano tutti gli oggetti necessari senza ancora imbustarli definitivamente; una seconda fase, alla trentacinquesima o trentaseiesima, in cui la borsa viene chiusa e posizionata in un luogo accessibile a chiunque in casa la debba prendere. Questa separazione permette di usare nel frattempo gli articoli che si acquistano gradualmente — creme, pannolini, indumenti neonatali — senza ritrovarsi a disfare la borsa ogni settimana.

Documenti e carte da tenere separati dal resto

Una tasca esterna o una busta trasparente dedicata esclusivamente ai documenti è la scelta più funzionale, perché al momento dell'accettazione ospedaliera — spesso in piedi, con le contrazioni, a qualsiasi ora — non si ha né il tempo né la lucidità per frugare tra pannolini e pigiami. Il libretto della gravidanza è il documento principale, e deve essere quello più recente, con tutti gli esami aggiornati; accanto ad esso vanno la tessera sanitaria e il documento d'identità della madre, oltre al piano del parto se si è redatto uno. Per le gravidanze con patologie associate o con anamnesi complessa, è utile portare anche una copia dei referti specialistici più significativi, quelli che il medico di guardia potrebbe voler consultare rapidamente senza attendere l'accesso al fascicolo sanitario elettronico.

Chi partorisce in una struttura privata o in un punto nascita convenzionato deve verificare preventivamente se sono necessari moduli di accettazione da compilare in anticipo, autorizzazioni specifiche o documentazione assicurativa: sbrigare queste pratiche nella settimana precedente alla data presunta del parto elimina una variabile di stress non trascurabile.

Abbigliamento e biancheria per la madre durante il ricovero

La scelta degli indumenti per la madre segue criteri che hanno poco a che fare con l'estetica e molto con la funzionalità fisiologica del post-parto: il corpo, nelle ore e nei giorni successivi al parto, è ancora quello di una puerpera, con perdite abbondanti, seni che si ingorgano, ferite perineali o una cicatrice da cesareo che rende dolorosi i movimenti bruschi. I pigiami o le camicie da notte con apertura frontale — a bottoni o con allacciatura incrociata — facilitano l'allattamento e le visite del personale; ne bastano due o tre, lavabili e non preziosi, perché le macchie di latte e di lochi sono inevitabili. Un accappatoio leggero serve per i momenti in cui ci si sposta tra camera e bagno; le calze antiscivolo sono utili soprattutto nei corridoi ospedalieri. Le ciabatte chiuse — non gli infradito — proteggono meglio nei bagni condivisi e danno più stabilità a chi cammina ancora con cautela.

Per il rientro a casa, è essenziale portare un cambio comodo che tenga conto del corpo post-parto: i jeans pre-gravidanza sono fuori discussione per la maggior parte delle donne nelle prime settimane, e anche i pantaloni della gravidanza possono essere scomodi su una cicatrice da taglio cesareo. Un paio di leggings con vita alta morbida, una maglia ampia e le scarpe da ginnastica coprono quasi tutti i casi con buon margine di comfort.

Prodotti per l'igiene e comfort personale

L'igiene personale in ospedale richiede un kit compatto ma ragionato, perché lo spazio nei bagni delle stanze di degenza è spesso limitato e non è pratico portarsi dietro l'intera dotazione del proprio bagno di casa. Shampoo, sapone liquido delicato, spazzolino e dentifricio, deodorante, crema idratante per il viso e un balsamo labbra sono il nucleo essenziale; alcuni reparti hanno asciugamani disponibili, altri no — verificare in anticipo è sempre la scelta migliore. Per il post-parto specificamente, le salviette umidificate per adulti, i dischetti di cotone e un detergente intimo a pH neutro sono articoli di comfort che incidono concretamente sul benessere nelle prime ore dopo il parto, quando ogni movimento verso il bagno richiede uno sforzo non banale.

Chi allatta o intende farlo troverà utile portare già in borsa i primi dischi assorbilatte — le perdite di colostro iniziano spesso già durante il ricovero — e un nipple butter o una crema a base di lanolina pura per proteggere i capezzoli dai primi attacchi di suzione, che sono tra i momenti fisicamente più intensi delle prime 24-48 ore di allattamento. Un cuscino da allattamento compatto, se la struttura non lo fornisce, può fare una differenza notevole nella postura durante le poppate notturne.

Occorrente per il neonato: quantità minime e scelte ragionate

La logica con cui si prepara la sezione neonatale della borsa parto — ovvero cosa mettere per il bambino — deve tenere conto del fatto che il neonato avrà bisogno di pochissimi oggetti nelle prime ore di vita, e che la maggior parte degli articoli necessari durante il ricovero sono forniti dalla struttura ospedaliera; portare quindi un intero corredo completo è un errore comune che si traduce in una borsa troppo pesante e in uno spazio vitale sottratto agli articoli davvero indispensabili. Tre o quattro body a manica corta o lunga a seconda della stagione, altrettante tutine con cerniera o automatici frontali (più pratici dei bottoni sul retro durante i cambi notturni), due o tre paghette, una copertina leggera e un set di calzini completano in modo adeguato il corredo per un ricovero standard.

Per il trasporto del neonato, l'unico articolo non negoziabile dal punto di vista legale — e della sicurezza — è l'ovetto o il seggiolino omologato per neonati da zero chili: senza di esso, il personale ospedaliero non può autorizzare le dimissioni con il bambino in auto. La scelta dell'ovetto andrebbe fatta e verificata ben prima del ricovero, assicurandosi che sia correttamente installato nell'auto almeno dalla trentaseiesima settimana. Un body o un tutina di rientro a casa, possibilmente con una coperta calda se il parto avviene in autunno o inverno, e il cappellino completano il necessario per le dimissioni.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.