Gravidanza e riti scaramantici fra storia e folklore

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Gravidanza e riti scaramantici fra storia e folklore

Gravidanza e riti scaramantici fra storia e folkloreGravidanza e riti scaramantici: davvero pensate che le due cose non siano correlate? Se non credete a fortuna, sfortuna e malocchio allora sì, ma se ci credete, se venite dal sud Italia o avete mai letto qualcosa delle gravidanze nelle altre culture o nella storia allora sapete che nemmeno le donne incinta scampano ai rituali scaramantici.

Curiosi?

Gravidanza e riti scaramantici fra storia e folklore

Nell’antico Egitto era pratica comune spalmare il ventre della donna gravida di sale marino, farro e giunco, si credeva difatti che questa miscela propiziasse un buon parto.

Nelle usanze attuali e antiche del sud Italia si crede che la donna debba proteggersi dal malocchio mettendo collane o mettendo fili di cotone sulla spalla.

Sempre secondo le credenze scaramantiche la donna gravida non dovrebbe mai fissare qualcosa intensamente per non trasmetterne in tratti al bambino. E guai a parlare di cibo davanti ad una donna in gravidanza si rischia di farle venire le voglie (questo fatto viene citato nella canzone Tamurriata nera).

In tempi molto remoti si credeva che i santi Lucia e Aniello fossero nemici delle donne gravide che dovevano andare a pregare all’alba nei giorni 13 e 14 dicembre per chiedere la loro benevolenza. La Chiesa fece cessare quest’usanza.

Nelle Marche le donne in attesa devono tenersi lontano da tutto ciò che è intrecciato o il bambino nascerà con il cordone attorno al collo. E’ usanza inoltre toccare la pancia di una donna gravida perché porta fortuna.

E nel resto del mondo?

I maori seppelliscono la placenta della partoriente sotto un albero di cocco e ne osservano la crescita per determinare come diverrà il bambino.

In Kenya invece si seppellisce la placenta per ringraziare Madre Terra. Sempre in Africa fra i masai è diffusa la credenza che una donna in gravidanza non deve fare sesso con il marito altrimenti il bambino nascerà sordo e cieco.

In India è usanza al terzo mese fare il rito della pumsavana per assicurarsi un figlio maschio.

In Brasile per nessuno motivo la futura partoriente deve fare sforzi, niente file per lei, niente lavori e stress.

 
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Mi chiamo Silvia sono Mamma, Blogger e Naturopata dedita alla ricerca del benessere e del mantenimento dello stato di salute grazie ai rimedi naturali e a una sana alimentazione. Diplomata in Perito Aziendale nel 2000. Nel 2008 conseguo anche il diploma in Scienze Naturopatiche ad indirizzo Psicosomatico. Continuo a studiare Floriterapia , Aromaterapia, Fitoterapia, Cristalloterapia, Riflessologia, Medicina Cinese, Alimentazione Naturale e discipline come Meditazione, Reiki per il riequilibrio emozionale ed energetico. Ho conseguito l’attestato in Fitoterapia funzionale riequilibrio metabolico, drenaggio e detossificazione. Sto approfondendo la metodologia dello studio parentale e della scienza della formazione come assistente all’infanzia oltre alla Naturopatia Infantile. Scrittrice e Copywriter.

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