Come parlare ai bambini di sessualità

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parlare ai bambini di sessualità
parlare ai bambini di sessualità

Vi è già capitato di ricevere dai vostri figli domande imbarazzanti che riguardano la sessualità,  magari mentre siete tra le corsie del supermercato o in coda alle poste per ritirare una raccomandata o sul tram affollato alle otto di mattina?

Se non vi è ancora capitato, siete state fortunate! Ma non fatevi trovare impreparate, verso i 3 anni, infatti, potreste trovarvi in situazioni davvero molto imbarazzanti! Non tanto per le parole che vostro figlio ingenuamente utilizzerà o per le domande a cui pretenderà una risposta nell’immediato, ma perché quando il tema sessualità coinvolge i nostri figli, noi adulti facciamo fatica ad affrontare l’argomento, al punto da negarne, a volte, l’esistenza. Abbiamo quasi vergogna ad ammettere che anche quel piccolo esserino, portato in grembo per 9 mesi, svilupperà una propria identità sessuale e affettiva! Anzi, le basi per uno sviluppo positivo ed equilibrato della sessualità iniziano già durante la simbiosi madre-bambino. Quindi non è mai troppo presto!

La naturalezza nella gestione degli affetti, del corpo, delle cure e la capacità di trovare la giusta sintonia emotiva, offrono strumenti utili per gettare le basi per una sessualità adulta matura e rispettosa del proprio e altrui corpo, insegnerà a saper costruire relazioni positive e a riconoscere all’altro una dimensione affettiva, che non sempre coincide con la propria. Insegnerà anche a comprendere cosa ci fa star bene e cosa ci fa star male, a dire di no ed a ricercare le dimensioni che maggiormente sono fonte di gratificazione e appagamento.

Parlare ai bambini di sessualità: cosa fare di fronte alle loro domande

Parlare di sessualità, quindi, non significa parlare di sesso, in quanto atto, comportamento, ma significa affondare le mani in dimensioni che vanno dal copro agli affetti e viceversa, dove la parte dell’educazione sessuale ne rappresenta una parte e non il tutto. Per ogni età ci sono curiosità e domande, così come per ogni età ci sono differenti linguaggi e significati da comunicare.

Di fronte agli interrogativi dei nostri bambini proviamo, ancor prima di rispondere, a fermarci, fare un bel respiro e provare ad indagare con loro quale sia l’origine della loro curiosità, cosa già sanno e sopratutto fare molta attenzione alle sfumature emotive che possono celarsi dietro.

Se i nostri figli ci fanno delle domande, mentre quelli delle nostre amiche, colleghe o vicine di casa no, non preoccupiamoci, non partiamo con le nostre ansie o sensi di colpa sul “cosa ho sbagliato?”…è del tutto naturale che crescere significa essere curiosi per ciò che accade e sulle trasformazioni a cui andiamo incontro. Avere adulti disponibili nell’affrontare anche argomenti imbarazzanti permette ai nostri figli di sviluppare una dimensione sessuale ed affettiva sana.

Apprendere relativamente agli aspetti cognitivi, emotivi, sociali, relazionali e fisici della sessualità aumenta l’empowerment di bambini e poi dei futuri ragazzi, fornendo loro informazioni, competenze e valori positivi per comprendere la propria sessualità e goderne, intrattenere relazioni sicure e gratificanti, comportandosi responsabilmente rispetto a salute e benessere sessuale propri e altrui.

Parlare ai bambini di sessualità: quali sono i blocchi dei genitori

Ma cosa imbarazza veramente noi adulti dell’argomento sessualità e infanzia? Come mai se da una parte cerchiamo risposte per ogni minima cosa, leggiamo centinaia di libri, scriviamo sui social per avere consigli utili, pratici ed efficaci, appena si accenna all’argomento, l’apertura all’ascolto e al confronto si riduce drasticamente? C’è chi nega o c’è chi ammette che sarà il tempo a fornire le risposte; oppure c’è chi parte con spiegazioni scientifiche puntuali e minuziose, perché buttare l’attenzione sull’aspetto del funzionamento del nostro corpo e sulle evidenti differenze tra maschi e femmine, è molto meno imbarazzante che parlare della dimensione del piacere e del mondo degli affetti.

Ma voi che rapporto avete con la vostra sessualità? Che tipo di educazione affettiva avete ricevuto? E’ da questi interrogative che è necessario partire per poter affrontare il tema della sessualità durante l’infanzia, riuscendo così ad accompagnare i nostri figli non tanto alla scoperta della genitalità, che coincide con lo sviluppo dell’apparato riproduttivo e che ognuno a suo modo prima o poi imparerà a conoscere e ad utilizzare, ma alla scoperta del proprio corpo, del piacere e delle emozioni/sentimenti ad esso associate.

Quindi care mamme se pensiamo che la domanda che c’è stata posta ha bisogno di un tempo per essere affrontata, sentitevi libere di poterlo dire e di rispondere con il modo che voi stesse valutate più opportuno. Ma ricordatevi, non lasciate mai cadere nel nulla una curiosità di vostro figlio, perché prima o poi andrà in cerca di una risposta … e non sempre ci si imbatte in quelle corrette.

Coltivate il mondo delle emozioni, degli affetti e del piacere, per uno sviluppo armonioso della sessualità di vostro figlio.

Consigli pratici per genitori di bambini curiosi

  • Prima di rispondere alle domande di tuo figlio chiediti cosa intende veramente sapere
  • Chiedere sempre a tuo figlio cosa sa o pensa in proposito
  • Nel dare le risposte facciamo attenzione ai feedback anche non verbali
  • Aiuta tuo figlio ad esternare le sue idee, i suoi sentimenti, le sue emozioni
  • Incoraggia tuo figlio a rispondere alle domande reciproche
  • Evita che tuo figlio consideri il sesso come qualcosa di pericoloso, violento, sporco, o che veda solo i risvolti negativi
  • E’ importante dare a tuo figlio una visione serena, cogliendo ogni richiesta d’informazione e chiarimento. Il tutto accompagnato da una emozionalità positiva
  • Evita spiegazioni complesse e/o sofisticate che potrebbero creare sconforto, smarrimento, confusione, timore, angoscia
  • Ricorda che se si dice poco si può sempre integrare, se dici troppo

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Mamma di Orlando e di Enea, psicologa, co-founder di Qf, il nuovo spazio di coworking con microinido a Milano, dove lavoro e famiglia trovano lo spazio ed il tempo per co-esistere. Viaggiare è la mia passione. Praticare lo yoga è la mia energia. Il mio motto: “per migliorare la vita, inizia a fare oggi, quello che non hai fatto ieri”Studio psicologia presso l'università “Vita- Salute” San Raffaele, dove conseguo la laurea come Psicologa clinica e di comunità. Da allora la mia vita professionale segue varie direzioni e campi d’interesse. Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia e in formazione presso la Sgai (Società gruppoanalitica) di Milano, ho collaborato dal 2004 al 2016 con la Fondazione Lila Milano (Lega Italiana Lotto contro l’AIDS), occupandomi di prevenzione-promozione della salute e del benessere in adolescenza e conducendo gruppi per genitori sulle tematiche relative all'età evolutiva e allo sviluppo. Dal 2006 mi occupo delle problematiche relative alle dipendenze patologiche lavorando sia nell'ambito della riduzione del danno sia collaborando presso alcune comunità terapeutiche del territorio lombardo. Svolgo attività come libera professionista dal 2010 occupandomi di colloqui di sostegno psicologico individuali e/o di gruppo

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