Come spiegare il Carnevale ai bambini

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Oggi ospitiamo l’articolo scritto da Danila, del blog “Una Mamma Si Racconta” che ci spiega come spiegare il Carnevale ai bambini.

Il Carnevale è una delle feste più attese dai più piccolini, ma qual’è il suo significato, cosa si festeggia esattamente, come spiegare il Carnevale ai bambini? Colori, maschere, coriandoli, stelle filanti e scherzi sono gli ingredienti di questa pazza festa. Ma se i vostri bambini vi chiedono cos’è, sapete cosa rispondere? Scopriamo insieme cosa rispondere.

 Il significato della parola Carnevale

Per spiegare il Carnevale ai bambini, è indispensabile utilizzare parole semplici. Se vi dovessero chiedere il significato della parola Carnevale, potete rispondere che è incerto e che è una parola molto, molto antica. Per alcuni studiosi significa “addio carne” ovvero la parola si riferirebbe all’ultimo banchetto che si faceva prima della Quaresima e quindi era l’ultimo giorno in cui si poteva mangiare carne.

Per altri invece era il periodo in cui, ai tempi dei romani, per festeggiare Saturno, ci si mascherava. Visto che comunque il Carnevale è una ricorrenza cattolica, indipendentemente dalla propria opinione al riguardo, si può spiegare ai bambini la Quaresima, ovvero che a Carnevale inizia un periodo di 40 giorni per arrivare poi a Pasqua. Durante questi 40 giorni, un tempo si digiunava e si pregava in attesa della Pasqua. Oggi questo atteggiamento è meno rigoroso e ognuno può decidere di osservare o meno il digiuno.

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Perché 40 giorni di Quaresima? 

Alcuni bambini, soprattutto i più grandi o i più curiosi ed attenti, potrebbero chiedere, perché 40 giorni? Perché sono i giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo. In questo periodo Gesù ha dovuto fare i conti con le tentazioni, le privazioni, come la fame e la sete, prima di morire e poi risorgere a Pasqua.

Ma non finisce qui. C’è ancora un’altra origine sul significato della parola Carnevale ed è ancora più remota. Secondo questa teoria il Carnevale era il periodo in cui nell’antica Grecia e nell’antica Roma, si organizzavano dei festeggiamenti in cui il disordine aveva la meglio. Ovvero l’unico momento dell’anno in cui si poteva fare tutto ciò che era proibito, da qui forse la nascita del detto “a Carnevale ogni scherzo vale”. Ecco allora che i poveri facevano finta di essere ricchi e viceversa, ognuno interpretava il personaggio che voleva, da qui forse la tradizione di mascherarsi.

In quali giorni si festeggia il Carnevale 

Spiegare il Carnevale ai bambini man mano che crescono, vuol dire aggiungere sempre più dettagli, come ad esempio il fatto che le date del Carnevale cambiano ogni anno, a seconda di quando è il giorno di Pasqua. Generalmente il Carnevale dura due settimane, anche se le date dei festeggiamenti più importanti, quelli delle feste in maschera e dei veglioni per intenderci, sono solo due: giovedì grasso e martedì grasso, ovvero l’ultimo giovedì e l’ultimo venerdì dall’inizio della Quaresima.

Durante questi giorni le mamme o le nonne preparano i dolci tipici del Carnevale, come le chiacchiere, le frappe o le castagnole e ci si maschera come si vuole. Si preparano lavoretti di Carnevale e si gioca con i coriandoli e le stelle filanti ed in alcune città italiane, prime fra tutte Viareggio o Venezia, il Carnevale è particolarmente sentito e festeggiato.

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Ogni scherzo Vale

Per spiegare il Carnevale ai bambini potete anche raccontare una storia, come ad esempio “Ogni scherzo vale” di Gianni Rodari. Eccola:

“In una città del regno di Feltro-Feltro, c’era una volta un cappello senza testa che passeggiava per le strade. Oltre che senza testa, il cappello era anche senza pancia, senza piedi e senza mani. Insomma, era senza niente. La gente diceva: E’ scappato dalla bottega del cappellaio. E’ un cappello pericoloso, portatelo in prigione. Calma disse il cappello, oggi è la festa di Carnevale e, come tutti sanno, a Carnevale ogni scherzo vale. Proprio così. Il cappello aveva scherzato e aveva voluto spaventare la gente. Alla fine della festa, infatti, tornò sulla testa del re.
Da allora, nel regno di Feltro-Feltro, nel giorno di Carnevale i cappelli vanno a passeggio da soli.”

Ed infine insegnare loro delle belle FILASTROCCHE O POESIE.

 
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Mi chiamo Silvia sono Mamma, Blogger e Naturopata dedita alla ricerca del benessere e del mantenimento dello stato di salute grazie ai rimedi naturali e a una sana alimentazione. Diplomata in Perito Aziendale nel 2000. Nel 2008 conseguo anche il diploma in Scienze Naturopatiche ad indirizzo Psicosomatico. Continuo a studiare Floriterapia , Aromaterapia, Fitoterapia, Cristalloterapia, Riflessologia, Medicina Cinese, Alimentazione Naturale e discipline come Meditazione, Reiki per il riequilibrio emozionale ed energetico. Ho conseguito l’attestato in Fitoterapia funzionale riequilibrio metabolico, drenaggio e detossificazione. Sto approfondendo la metodologia dello studio parentale e della scienza della formazione come assistente all’infanzia oltre alla Naturopatia Infantile. Scrittrice e Copywriter.

17 COMMENTS

  1. Sinceramente mia figlia non mi ha mai chiesto di spiegarle qualcosa sul carnevale… Nel caso, sono sicura che una storia come quella di Rodari possa essere la scelta ideale.

  2. sapevo che aveva a che fare con la carne ma non sapevo il resto, interessante questo articolo anche per chi non ha bambini 🙂

  3. io non ho bambini ma ho trovato questo tuo articolo molto interessante. mi ricordo che quando ero piccolina odiavo il Carnevale e a differenza delle mie amichette non mi volevo mascherare…..

  4. Ecco la mia lacuna,non ho spiegato cosi` il carnevale …l’ho presa solo come festa di scherzi,giochi e dolci….

  5. Che bell’articolo!! 🙂 Io da piccola lo adoravo il Carnevale..ma non ero a conoscenza di tutte queste informazioni che hai scritto. Perciò…grazie! 🙂

  6. sai la mia piccina solo da due anni festeggia con passione il carnevale, ora ha sei anni. Prima non capiva cosa fosse e sono sincera certe maschere la spaventavano pure. Oggi invece ha già scelto lei cosa indossare !

  7. Non conoscevo questo significato della festa. Io, avendo studiato teatro, ho sempre saputo che il Carnevale arriva dalle feste dionisiache per i greci o saturnali per i romani. Durante questo periodo di festa c’era usanza dello scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie, lasciando spazio alla libertà di esprimersi attraverso il rovescio dell’ordine. Quindi il povero poteva, per qualche giorno, fare il ricco. Per non essere riconosciuti utilizzavano delle maschere. Quindi l’idea è stata tramandata fino a noi e così è rimasto l’uso della maschera e del fatto di poter essere qualcun’altro.

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