Neofobia nei bambini: i capricci a tavola

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Neofobia nei bambini: i capricci a tavola

Neofobia nei bambini: i capricci a tavola Neofobia nei bambini: perché i piccoli son schizzinosi a tavola?

E’ una cosa che prima o poi capita: i bambini si rifiutano di mangiare qualcosa (le verdure di solito). La risposta potrebbe essere nel DNA.

Neofobia nei bambini: lo studio

Il Journal of Child Psychology and Psychiatry ha pubblicato uno studio condotto dall’University College London. La ricerca ha visto come soggetto delle famiglie con coppie di gemelli ed ha rilevato due comportamenti importanti a tavola: la neofobia ovvero la paura di assaggiare cose nuove e la selettività, ovvero quando i bambini fanno gli”schizzinosi”.

E’ emerso che la genetica conta molto ma anche l’ambiente e le reazioni dei genitori influiscono molto.

L’errore è credere che i bambini siano viziati: l’esser schizzinosi o avere paura dei cibi nuovi fa parte delle esperienze del bambino che va incoraggiato a provare e sperimentare.

Neofobia nei bambini: la genetica

Secondo delle ipotesi la neofobia, ovvero la paura di assaggiare cibi nuovi e di solito verdure, dipenderebbe da un fatto evoluzionista che ci portiamo dietro con il bagaglio genetico. Se mangio quella pianta morirò? Questo si chiedevano i nostri antenati preistorici, certamente il bambino non si pone il dilemma ma mostra la reticenza che è uno strascico dell’arcaico problema.

Neofobia nei bambini: consigliNeofobia nei bambini: i capricci a tavola

Come fare? Come convincere i bambini? In primis mangiare ciò che si da ai bambini, è inutile dire al proprio figlio di mangiare le verdure se questi vede che noi le scartiamo, anche solo per imitarci le rifiuterà.

Si consiglia inoltre di allattare il bambino senza latte artificiale che ha sempre lo stesso gusto per aiutarlo a sviluppare il senso del gusto.

E’ fondamentale mangiare tutti insieme ed invogliare a mangiare frutta e verdura mostrandola come qualcosa di divertente e giocoso.

Quando siete invitati fuori a cena non dite subito “non gli piace” o “non credo lo mangi” ma invitate il bambino ad assaggiare e a dire ciò che pensa (assaggiate a vostra volta). Non arredentevi ma non stressatelo.

Assolutamente non imporsi con minacce insensate “se non mangi la verdura non avrai il dolce/non ti alzerai da tavola”, il cibo è cibo non è un ricatto non è un mezzo per ottenere qualcosa.

 
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Mi chiamo Silvia sono Mamma, Blogger e Naturopata dedita alla ricerca del benessere e del mantenimento dello stato di salute grazie ai rimedi naturali e a una sana alimentazione. Diplomata in Perito Aziendale nel 2000. Nel 2008 conseguo anche il diploma in Scienze Naturopatiche ad indirizzo Psicosomatico. Continuo a studiare Floriterapia , Aromaterapia, Fitoterapia, Cristalloterapia, Riflessologia, Medicina Cinese, Alimentazione Naturale e discipline come Meditazione, Reiki per il riequilibrio emozionale ed energetico. Ho conseguito l’attestato in Fitoterapia funzionale riequilibrio metabolico, drenaggio e detossificazione. Sto approfondendo la metodologia dello studio parentale e della scienza della formazione come assistente all’infanzia oltre alla Naturopatia Infantile. Scrittrice e Copywriter.

8 COMMENTS

  1. Sono l’ultima persona che possa dare il buon esempio perchè in certi atteggiamenti mi ci rivedo anch’io. Col tempo però ho imparato a conoscere e a provare nuovi alimenti!

  2. Un problema comune alla maggior parte dei genitori! Mia figlia fa parte di questa categoria e solo il tempo le da lo spirito di assaggiare qualcosa di nuovo ma sotto stimolo o forzatura non c’è mai stato risultato positivo!

  3. non conoscevo questo problema sai anche perche’ non ho mai avuto problemi con la mia piccola che sin dai primi mesi ha sempre mangiato tutto e volentieri

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